Home » Cultura » Laboratori di filosofia per bambini L’importanza di fare le domande

Laboratori di filosofia per bambini L’importanza di fare le domande

Si chiamano Ludosofici : si rivolgono non solo ai piccoli ma anche a insegnanti, genitori e adulti

di Valeria Dalcore

Per essere felici, dobbiamo diventare saggi. E per diventare saggi dobbiamo farci tante domande, e lasciare che il mondo attorno a noi ne susciti di sempre nuove. È questo lo scopo della filosofia da secoli, raccolto e rielaborato per i tempi che viviamo dai Ludosofici. Fondati nel 2010 da Ilaria Rodella, giovane mantovana d’adozione milanese insieme al compagno di studi universitari Francesco Mapelli, sono «laboratori di filosofia pensati per e con i bambini che non si accontentano delle risposte, per insegnanti che cercano nuove domande e per adulti che cercano nuovi strumenti per rispondere ai loro perché, vecchi e nuovi». I Ludosofici arrivano nelle scuole, nelle biblioteche, nelle librerie, ma si spingono con entusiasmo e creatività anche nei musei, dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano al Mart di Rovereto, al Mambo di Bologna, al Festivaletteratura di Mantova e al Festival della Mente di Sarzana.

Le non risposte

Il loro è un metodo che vuole toccare con mano, nel vero senso della parola: si usano la carta, il colore, l’osservazione del mondo, l’arte concettuale, le stampanti 3D, le foglie, le fabbriche, le persone, la musica, i film. Anche una visita tra i nuovi grattacieli di Porta Nuova a Milano si trasforma in un viaggio nel sublime e nelle sue espressioni. «Non diamo mai risposte - tiene a sottolineare Ilaria, che si è lasciata ispirare dal metodo didattico di Bruno Munari - ogni concetto viene introdotto con domande che ne aprono altre. I filosofi non sono sempre citati, perché i nostri spunti sono trasversali e più o meno hanno tutti provato a rispondere a domande simili, come “chi sono io?” o “cos’è il bello?”». Con i Ludosofici i concetti astratti diventano esperibili con approcci ibridi. Che sia una colata di gesso o labirinti di cartone, i concetti sono manipolabili, servono a disinnescare meccanismi di pensiero incancreniti, usando i sensi che mettono in moto circuiti di pensiero. Tutti raccolti in «Tu chi sei?», volume edito da Corraini, manuale di filosofia con domande ed esercizi per bambini e adulti curiosi, che raccoglie i pensieri di Socrate, Eraclito, Deleuze, Nancy, condito dal piglio creativo di artisti, grafici e illustratori. «Quando devo spiegare quel concetto ad un bambino di sei anni non semplifico, ma arrivo all’osso: la loro reazione è immediata, lo confermano gli stessi genitori. Sono molto reattivi, non hanno barriere e sono propensi a lasciarsi meravigliare. Un lavoro molto più complesso da fare con gli adulti».

Seneca

Per questo Ilaria ci prova con “Più saggi con Lucio Anneo Seneca” (Ed. Chiarelettere) fresco di stampa: diviso in cinque parti, ci aiuta a gestire le debolezze, essere padroni di noi stessi, farci guidare dal destino e vivere intensamente puntando sui nostri punti forti. Perché proprio Seneca? Perché, come dice Massimo Cirri nella prefazione, serve una ginnastica della mente che il filosofo latino, costretto a vivere anni sulle rive del Nilo per curare la sua cagionevole salute, applicava su se stesso, aprendosi ad un mondo nuovo, tra malattia e ed emozioni contrastanti. Un ottimo personal trainer che consigliamo, da leggere e sperimentare anche grazie ai Ludosofici, che rendono visibile l’invisibile (www.ludosofici.com).

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_27/laboratori-filosofia-bambini-l-importanza-fare-domande-f4b079dc-763e-11e4-8593-6ac58034c3d7.shtml

, , , ,

Rispondi

Harmakis Edizioni

Iscriviti al Sito

Iscriviti al sito per ricevere tutti gli aggiornamenti.

Unisciti a 10 altri iscritti

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: