Svelato il significato dei misteriosi simboli ieratici nel cunicolo della Piramide di Cheope
Sulla Piramide di Cheope e in generale su quelle della piana di Giza si è ormaidetto di tutto e di più, personaggi più o meno noti appartenenti a svariati campi hanno detto la loro su queste costruzioni. Una Tra le tante ipotesi fatte ad esempio è anche quella che vede la piramide di Cheope nome grecizzato (del geroglifico in foto) Khufuè una costruzione non attribuibile al Faraone della IV dinastia . L’equivoco se di equivoco si può parlare nasce nel 1837 quando l’antropologo egittologo colonnello Howard Vyse riuscì a penetrare in alcune camere nascoste della Grande Piramide in cui vi scoprì delle scritte rossastre.
Tra queste scritte, alcune complete, una molto particolare che costituisce il fulcro della vicenda. Il cartiglio, fu ricopiato a mano da Vyse e pubblicato nel suo resoconto delle spedizioni (esattamente alla pagina riguardante il 27 Maggio 1837) secondo Vyse riportava, il nome KHUFU scritto in ieratico, quindi la prova del fatto che fu questo faraone a far costruire la piramide, o che la piramide fosse stata costruita in suo onore e quindi al suo tempo (2580 a.c.)
I detrattori affermano invece che Vyse interpretò male la scritta e che KHUFU in realtà fosse RAFU in quanto il cerchio disegnato con quella macchietta non corrisponderebbe al geroglifico che si legge KH, ma a quello che si legge RA. E secondo appunto i detrattori quella macchia che si vede, risulta essere un pallino tracciato al centro del cerchio, e che l’incomprensibilità sia dovuta alla colatura dell’inchiostro colato verso il basso.
L’inconsistenza di tale teoria fu poi confutata dalla pubblicazione da parte di Zawi Hawass della fotografia del simbolo in cui anche se non in maniera perfetta si vede che il cerchio non ha nessun punto ma delle linee (per il confronto vedi foto precedente).
Ora immaginate la scena, siamo nel 1837 all’interno della piramide dopo aver attraversato a fatica dei cunicoli si ritrovano in una stanza e alla tenue luce di una lampada a gas non credono ai loro occhi, sulle pareti vi sono un infinità di simboli di colore rosso e alcuni appaiono incompleti, superata l’iniziale incredulità della scoperta cercano di trovare qualche simbolo che identifichi di chi è la tomba, così scorrendo la lampada sul muro all’improvviso vedono apparire i simboli che cercavano, a questo punto Vyse deve ricopiarli per poterli studiare meglio, l’aria all’interno è pesante si suda e la luce della lampada rischiara appena i simboli trovati e a malapena ci si vede in faccia .
Vyse si guarda attorno pensando alla migliore condizione per poter ricopiare pensa ad un tavolino ma non ha un tavolino dove poter sistemare il foglio e ricopiare con tutta tranquillità, a dir la verità non ci sarebbe neanche lo spazio per un tavolino, quindi deve arrangiarsi e a questo punto pensa che l’unico modo sia quello di appoggiarsi al muro, prende il libricino di appunti che porta sempre con sé nella tasca della Sahariana, lo appoggia al muro e inizia a ricopiare, stranamente avrebbe dovuto portare con se una matita invece si ritrova a dover usare un pennino spuntato che conserva nella sua custodia portatile con tanto di calamaio con poche gocce d’inchiostro che estrae dalla tasca esterna del piccolo zaino che porta con se, fa tenere il calamaio all’inserviente mentre con l’altra a braccio alzato rischiara la parete.
Imbevuto il pennino inizia a ricopiare, deve usare poco inchiostro perché essendo appoggiato alla parete il foglio non farebbe in tempo ad assorbire e quindi colerebbe, riesce a fatica nonostante tutto a riprodurre i simboli ma il cerchio non è chiaro infatti per via della perpendicolarità con cui è costretto a lavorare l’inchiostro inevitabilmente cola e quelle che erano tre linette diventano un’unica macchia.
Naturalmente in questo breve racconto ho lavorato di fantasia ma chi ci dice che non sia andata proprio così? Ingrandendo l’immagine del simbolo e ricalcando i contorni in rosso possiamo sicuramente concludere che si tratta appunto di tre linee che per colpa della colatura si sono riunite.
Acclarato senza ombra di dubbio che non vi è stata nessuna mistificazione della realtà né da parte di Vyse né in tempi più moderni da parte dell’egittologo Zawi Hawass quindi possiamo ritenere che i simboli scoperti sono la rappresentazione del nome KHUFU. Anche perché le differenze riscontrate con altre scritte riconducibili allo stesso nome dipenderebbero da una diversa colorazione del disco che si sarebbe persa con il passare del tempo
Quindi apparentemente e ribadisco apparentemente costruita per il faraone Cheope, conosciuto anche come Khufu, la grande (forse) tomba è la maggiore delle tre piramidi sull’altopiano di Giza. Al suo interno oltre alla stanza del Re alla stanza della Regina e alla camera sotterranea incompiuta gli archeologi hanno a lungo discusso sulla funzione dei quattro stretti cunicoli scoperti nel 1872.
Due di essi, della lunghezza di oltre 60 metri (verso l’alto)con una larghezza di 20x25cm, si estendono dalla “Camera del re” e fuoriescono all’aria aperta invece i due inferiori, uno sul lato sud e uno sul lato nord nella cosiddetta “Camera della regina” si perdono dentro le strutture.
Uno dei due cunicoli quello settentrionale della stanza della regina fu oggetto già in passato al momento della scoperta di ispezione da parte degli scopritori gli inglesi Waynman Dixon e Grant che durante la visita sommaria vi lasciarono un asta di metallo e rinvennero alcuni oggetti ora conservati al British Museum di Londra.
Nel 1993 finalmente l’ingegnere progettista Rudolf Gantenbrink incaricato dall’Istituto Archeologico Tedesco riuscì ad ispezionare il canale nord con un robot telecomandato munito di telecamera scoprendo al termine del canale una lastra di pietra che ne ostruiva il passaggio. Dopo questa scoperta il governo egiziano blocco le ricerche dell’ingegnere il cui posto fu preso da Zawi Hawass che sponsorizzato dal National Geographic nel 2002 fece realizzare un altro automa radiocomandato con telecamera munito questa volta di un trapano per forare.
L’esplorazione fu in parte una delusione perché forato il primo diaframma si trovarono a una distanza di una decina di centimetri un nuovo diaframma di divisione .
Nel 2005 poi si riuscì ad esplorare per intero questa volta il canale sud che finiva anche lui con una porta e veniamo finalmente alle ultime rivelazioni effettuate Il 30 Maggio scorso il team Djedi che si occupa dell’esplorazione del pozzo ascensionale che parte dalla Camera della Regina con il robot progettato nell’Università del Leeds Inghilterra che tra il 2010 e il 2011 ispezionando il condotto meridionale dopo la pubblicazione in Annales du service des antiquités de l’Égypte (ASAE) e del primo rapporto sull’esplorazione, ha reso pubbliche le immagini riprese dalla minitelecamera montata sull’automa all’interno del condotto esplorato alla fine del 2010.
Le immagini hanno rilevato alcuni segni di vernice rossa (come si può vedere dalla foto) presenti sul pavimento della piccola camera dietro una delle porte. I ricercatori sono stati particolarmente incuriositi dalle tre figure in ocra rossa dipinte sul pavimento e l’ingegnere che ha progettato il robot il dottor Rob Richardson felice della scoperta si è così espresso “Tali segni se decifrati forse potranno aiutare gli esperti a capire perché questi condotti sono stati costruiti”e continuando “Perché c’è qualcosa di scritto in questo spazio? Cosa dice la scrittura? Secondo il ricercatore indipendente Luca Miatello, specializzato in matematica dell’ antico Egitto, crede di avere trovato la soluzione .
“Le marcature sono segni numerici in ieratico. Si leggono da destra a sinistra, e significano 100, 20, 1. I costruttori semplicemente registrarono la lunghezza totale del cunicolo: 121 cubiti, “ha affermato Miatello. James Allen P., professore di Egittologia e cattedratico di Egittologia antica e studi sull’asia occidentale presso la Brown University, concorda con l’interpretazione di Miatello. Il professor Allen ha inoltre affermato. “I segni non sono facili da leggere, ma la lettura del Dr. Miatello è interamente plausibile.
In ieratico. Si leggono da destra a sinistra e significano 100, 20, 1. Si ritiene indichino la lunghezza totale del cunicolo: 121 cubiti. Questo è quanto viene asserito, ma è possibile che dei numeri disegnati all’interno di un cunicolo l’unica spiegazione certa che si riesce a dare è quella di dire che i simboli sono riferiti esclusivamente a delle misure? Ma è possibile che scrivessero dei numeri per indicare unicamente la lunghezza del corridoio ? O è plausibile direi certa che questa (lunghezza) è legata a qualcos’altro e quindi quei numeri vogliono dire altro? Credo proprio di si.
Di seguito dimostriamo. Prima però illustriamo il metodo che applicavano gli egizi che è poi una delle tecniche misteriche (ora non più) tramandate nei secoli che gli artisti soprattutto del periodo rinascimentale utilizzavano per la “costruzione” delle loro opere La pittura dell’antico Egitto è caratterizzata da grande vivacità e ricchezza e segue un tipo di espressività astratta e concettuale. Lo spazio è riportato su due dimensioni, le composizioni eguono criteri simbolici, le forme si sviluppano con grande eleganza ed essenzialità. I colori sono puri e brillanti, si dispongono armonicamente e con accostamenti a contrasto. Come tutte le arti praticate in questa civiltà, anche la pittura è una pratica religiosa, dedicata agli dei. Gli artisti venivano educati fin da piccoli a seguire le regole della pittura perchè ogni elemento (colore, forme, composizione, ecc.) era collegato a precisi significati sacri. Per diventare un artista era quindi necessario possedere una solida cultura religiosa oltre alle necessarie conoscenze tecniche riferite alla pratica artistica.
Tutto era sottoposto a precise regole da rispettare, ad esempio nella rappresentazione della figure umane i corpi erano sempre perfettamente proporzionati, grazie al rispetto dei canoni egizi. Anche le azioni rappresentate dovevano seguire determinate convenzioni rappresentative.
Pertanto, la stilizzazione e la sintesi tipica della pittura egiziana sono conseguenze di queste regole.
Per la costruzione dell’immagine ci si serviva di un reticolo, ovvero di una maglia di linee che definivano un campo quadrettato. Tale reticolo ha subìto un’evoluzione, passando da un canone antico, che prevedeva 18 quadretti in altezza, ad un canone tardo, che aumentò i quadretti a 22.
La griglia o reticolo veniva poi utilizzato anche con i simboli ieratici o con i geroglifici e ovviamente con i numeri con un canone sicuramente diversoda quello utilizzato per la riproduzione delle figure. Grazie alla consultazione di un tomo di un quasi semi sconosciuto egittologo di origine ebraica Simeone Levi che in un suo libro dal titolo “Raccolta dei segni ieratici egizi” del 1880 in cui ha raccolto i vari segni ieratici con i corrispondenti numerici e geroglifici e corrispondenza fonetica permette anche al sottoscritto che non ha mai studiato la lingua egizia di poter interpretare e quindi dare un significato a quei simboli e lo faremo utilizzando appunto il reticolo o griglia (tale metodo che io chiamo l’Arcano Metodo viene interamente dimostrato nel libro in uscita “I Segreti Codici della Gioconda”).
Un breve esempio figurato dimostra il Metodo, per una migliore comprensione ho lasciato inalterata la lettura da sinistra verso destro e non da destra verso sinistra come andrebbe naturalmente letto i simboli ieratici e successivamente l’ ebraico.
Lo sviluppo del reticolo ci consente di ottenere 6 +2 combinazioni numeriche 1-20-100, 1-100-20, 20-100-1, 20-1-100, 100-1-20, 100-20-1, terminando con 121 naturalmente a numero corrisponde lettera ieratica il suo simbolo fonetico che verrà poi traslitterato in ebraico biblico, tali sequenze ci permettono di ottenere delle frasi di senso compiuto che potremo successivamente tradurre nel nostro italiano :
100 20 1 R MR AS
R MR AS
RAMA RAS
רמה RAMA= ALTEZZA LUOGO ELEVATO
ראש ROSH =TESTA CAPO
1) LUOGO DELL’ELEVAZIONE DEL CAPO
100 1 20 R AS MR
RAS MOR
ראש RAS =TESTA CAPO
מֹר MAR = amaro, cosa amara, amaramente, amaro, scontenti, amareggiato, feroce, feroce, grande amarezza, notevolmente stressato .
2) CAPO AMAREGGIATO
20 100 1 MR R AS
מָרַר MARAR amaro, pianto amaro, amaramente, occupato … amaramente, amareggiato, infuriato, ha avuto, più difficile, ha reso amaro, turbato, piangere amaramente.
אּשׁ AS (Ish) corrispondente a יֵשׁ Yesh essere, sostanza, l’esistenza, è
3) ESISTENZA DIFFICILE
20 1 100 MR AS R
MOR ASAR
מֹר MOR = MIRRA da Marar מָרַר amaro, pianto amaro, amaramente, occupato … amaramente, amareggiato, infuriato, ha avuto, più difficile, ha reso amaro, turbato, piangere amaramente.
אָסַר ASAR = legare, incarcerare, ha iniziato, cominciano, mi legano strettamente, si legano voi veloce, si lega, legato, ha affascinato, catturato, confinati, preparatevi, cinto, imbracatura, di traino, agganciato, imprigionare, in carcere, ha fatto il suo pronto, la preparazione, preparato, prigione, i prigionieri, fatto prigioniero, legato, cravatte.
4) PIANGE AMARAMENTE TUTTO FASCIATO PRONTO
1 100 20 AS R MR
AS RAMAR
אּשׁ AS (Ish) corrispondente a יֵשׁ Yesh essere, sostanza, l’esistenza, è
ῥῆμα Rhema Rhema (ῥῆμα in greco) significa letteralmente una “espressione” o “cosa ha detto” in greco. E ‘una parola che indica l’azione di espressionecarica, il discorso, fatto, le questioni, il messaggio, nulla, osservazione, dicono, dicendo, detti , economico, cosa, le cose, parola, le parole
ראמה una cosa preaziosa Corallo
5) ESISTENZA PREZIOSA
1 20 100 AS MR R
ASIM RR
אסם ASIM (da אסם, Cald. אסן, Syr. Asan, a mettere da parte in granai) è il granaio, dello stesso significato del arabo. âkhzan da Khazan uguale חסן
רר RR in ideo. Due bocche rr “(il dio) Ra”
6) PER IL GRANAIO DI RA
100 21 R Xi
רס RES da רסס, ἁπ. λεγ .., per inumidire (cfr רסיסים)
7) PER INUMIDIRE (IMBALSAMARE)
121 mbs
בָּשַׂר BASAR sopportare una buona notizia, portatore di buone notizie, portare la buona notizia, portare la notizia, portare … notizie, portando buone notizie, porta una buona notizia, ha portato la notizia, portare la buona novella, portare notizie, portare … notizie, messaggero di buone notizie, proclamano, proclamare buona novella, proclamare la buona novella, la buona novella proclamati , ricevono una buona notizia.
8) QUESTA E’ LA BUONA NOVELLA
Ricapitolando il racconto che ne scaturisce è il seguente
1) LUOGO DELL’ELEVAZIONE DEL CAPO
2) CAPO AMAREGGIATO
3) ESISTENZA DIFFICILE PIANGE AMARAMENTE
4) TUTTO FASCIATO PRONTO
5) ESISTENZA PREZIOSA
6) PER INUMIDIRE (IMBALSAMARE)
7) PER IL GRANAIO DI RA
8) QUESTA E’ LA BUONA NOVELLA
Proviamo ad interpretare:
Questo il luogo della resurrezione del nostro Faraone, egli è dispiaciuto per la sua esistenza difficile e piange amaramente.
Il suo prezioso corpo fasciato da bende è stato imbalsamato ed è pronto per il (Granaio) Paradiso del Dio RA.
Queste le buone parole.
Dalla lettura di questo componimento purtroppo non otteniamo nessun indizio che ci permette di attribuire e di collegare definitivamente il secondo Faraone della IV dinastia Khufu alla Piramide, sappiamo però che la maggior parte dei documenti che menzionano Cheope sono stati scritti da antichi storici egiziani e greci Manetho, Diodoro e Erodoto intorno al 300 aC, che raccontano di un Re Egizio dalla personalità forte ma di cattivo carattere mentre nel Papiro Westcar (antico papiro egizio frammentario contenente un ciclo di cinque storie relative a sortilegi realizzati da preti e maghi), si raccontano le vicende del Faraone Khufu e della sua famiglia in cui viene raffigurato a differenza dei racconti degli storici come un Re curioso, ragionevole e generoso e il racconto ottenuto dall’incrocio numerico in qualche maniera ce lo ricorda.
Uno studio esoterico dei numerici relativi ai simboli ieratici ci permette di dare un significato più ampio al perché della loro presenza nel condotto, per fare questo useremo il significato dato ai Tarocchi Egizi .
ARCANO 1 Il Divino
1 vita terrena animata dalla presenza del Demiurgo, l’uno è legato all’uomo quale espressione del divino. Rappresenta il simbolo del Bue-guida, si identifica con la lettera Aleph dell’alfabeto egiziano. Questo arcano mostra il Sole in Leone. Rappresenta l’atto di creare, mostrando l’uomo come un’unità vivente. E’ il padre che rappresenta il principio, il fondamento e la ragione di tutte le cose. Sintetizza, nel piano spirituale il tutto, offre il potere di decifrare i misteri, e la possibilità di servirsi da essi. Rappresenta il potere di evoluzione mentale, quello della trasformazione e della coordinazione. Ha la facoltà di svegliare passioni ed ha anche la facoltà di dominarle. Inoltre concede la possibilità di organizzare gli elementi naturali, con gran dominio delle forze originarie permettendo così che si dimostri il tipo di pensiero attraverso le opere. Il mago permette di dominare gli ostacoli materiali, annuncia l’arrivo di amici leali che ci aiuteranno a sviluppare progetti e di altri che forse essendo amici invidiosi ostacoleranno quelle mete.
ARCANO 20. La Resurrezione
Rappresenta il risveglio della spiritualità. È la rappresentazione dell’individualità di ogni essere, incluso il suo mistero, si mostra a Marte in Capricorno e la lettera egiziana Resh. È il principio della sentenza, dell’aspetto intellettuale, della risoluzione e del dibattito. La successione di forme dando origine alla vita stessa e la successione di idee danno luogo agli atti. È l’illuminazione interna sul piano spirituale. Sono il risveglio delle forze latenti, è l’atto basato sull’ ispirazione. Rappresenta la genialità sul piano mentale, l’impulso che ci conduce a dimensioni superiori. È la trasformazione di tutte le cose inferiori in superiori. Azioni che conducono all’armonia sul piano fisico, la coscienza e la subcoscienza in piena corrispondenza. Mette ogni cosa al suo posto, affinché acquisiscano maturità. La cosa buona e la cosa brutta avranno le loro compensazioni.
ARCANO 21 La Trasmutazione
È l’azione della trasformazione. Rappresenta il mistero che conduce tutti ai cambiamenti. Si trova Nettuno in Acquario, e la lettera egiziana è Shin. È la stessa azione che svolge una tripla funzione, racchiude la forza creativa, rinnovatrice e conservatrice. È l’ origine cosmica che irradia la luce, l’abilità che permette di trasformarsi in qualunque fiera, toro, leone, aquila, ma anche in uomo. Sul piano spirituale è l’ anima immortale, le idee in costante evoluzione. Sul piano mentale è capace di originare tutte le conoscenze in base alla conoscenza suprema originale, è la santità. Sono sul piano fisico, le azioni che beneficiano dello stimolo, sono le ispirazioni che risultano azzeccate, i riconoscimenti nel lavoro, i generosi guadagni, tutte le azioni orientate a migliorare. Ci mostra che ogni giorno albeggia e finisce, e che tutto gira intorno alla sua origine.. L’onestà sarà goduta a pieno e gli ostacoli appariranno ma ci sarà anche molta abilità per riuscire a vincerli. Per gli arabi la lettera che corrispondeva al 100 era la Qaf per i greci alla Rho (P). Nella Cabala ebraica la lettera Q (Qoph) corrisponde a 100 e il suo significato è Santità. Anche la forma di questa lettera è speciale: è l’unica che si estende al di sotto della linea inferiore. Per la Cabala questo rapprenta la capacità di scendere nel mondo degli Inferi (del Male) e di restare illesi. Quindi essere al di là del Bene e del Male. Qoph è, infatti, l’iniziale della parola Qadosh che significa “santo”. La Santità è assolutamente inattaccabile dal Male, rimane per sempre pura ed immacolata sebbene lo incontri. Numero 100 Corrisponde a
ARCANO 19 Oltre il bene e il male
Rappresenta a Plutone in Sagittario ed alla lettera egiziano Quoph. Simbolizza l’origine della forza creativa, quella che nutre la natura stessa, sono gli atti che si succedono, è il lamento, sofferenza e soddisfazione che simultaneamente mostrano il loro fuoco creativo. È la luce divina sul piano spirituale, è il principio di ogni tipo di conoscenza, sono tutte le verità che sorgono dalla verità primordiale. Rappresenta a livello mentale l’intelligenza che dà luogo alle vere conoscenze. Simbolizza il principio capace di nutrire tutte le fonti dove si rifletteranno le immagini. Sul piano fisico sono tutte le azioni attraverso le quali si vede facilitata l’unione tra la componente maschile e la componente femminile. Le idee sono si concretizzano negli atti. C’induce ad avanzare usando sempre la fede anche quando avremo il vento a favore o incontreremo delle tempeste. Ci incoraggia ad essere costanti per raggiungere il successo. Ci annuncia che ci sarà fortuna negli atti che si sono portati a termine, il proprio sforzo e quello degli comincerà a dare i suoi frutti, potremo contare anche sulla chiarezza, necessaria per avere ciò che desideriamo, inoltre ci saranno anche eredità. Volendo dare un interpretazione dei numeri in base ai significati trovati avremo:
IL DIVINO RE RISORGE E TRASMUTA IL SUO ESSERE AL DI LA’ DEL BENE E DEL MALE
Abbiamo visto come in base al Papiro Westcar il Faraone Khufu viene descritto come un Re curioso, ragionevole e generoso ora il numero ieratico complessivo è 121 dato appunto dal numero 100 la Santità e 21 che rappresenta anche il creativo l’innovatore quindi l’uomo santo innovatore caratteristiche che ben si sposano con il Re curioso descritto dal Papiro inoltre c’è una coincidenza numerica sorprendente che riguarda La lista reale di Abido comprendente 76 nomi di sovrani infatti caso vuole che il nome del Faraone KHUFU è rappresentato nella posizione numero 21.
100 21 IL SANTO FARAONE KHUFU
A questo punto tutto sembra ricondurre al Faraone Khufu naturalmente non vi sono certezze, solo ulteriori scoperte archeologiche sia nella piramide che in altri luoghi potrebbe portare ulteriori conferme, mi auguro che la mia interpretazione possa servire aggiungendo un ulteriore tassello alla scoperta di questo mistero, aspettando le nuove scoperte dell’egittologo Zawi Hawass.
Agostino De Santi Abati


